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“Shakti Reloaded” è un progetto musicale centrato sul repertorio della storica formazione “Shakti” di John McLaughlin. E’ fondato sulle influenze hindustano-carnatiche, dove gli elementi di queste due culture si mescolano con le caratteristiche della musica occidentale (Jazz fusion).“Jugalbandi” sta a denominare un duetto musicale con due solisti. Il concerto di esordio di “Shakti Reloaded” avverrà il 18 settembre a Roma, presso Tar Music Shop, con la partecipazione della rinomata violinista indiana Dr.Lalitha Muthuswamy, nipote di L. Shenkar, il co-fondatore di Shakti con John McLaughlin. Alle tabla ci sarà Ed Feldman: studia tabla dal 2001 con il maestro Samir Chatterjee e ha trascorso molti anni a New York esibendosi in concerti di musica classica indiana così come medio-orientale e jazz. Ha anche soggiornato in India in 5 diverse occasioni dove ha approfondito la conoscenza della musica classica e ha tenuto dei concerti. Ogni brano sarà preceduto da una classica introduzione (Alaap) legata al Raga su cui si basa. Non poteva esserci certo migliore inaugurazione per questo progetto: sono grato a Lalitha che, in seguito all’invito rivoltomi di suonare con lei in occasione del suo tour europeo, ha accettato con entusiasmo la mia proposta. Ho scelto il Sarod, piuttosto che la chitarra, per non cadere in una sterile ripetizione, in una brutta copia di Shakti. Questo, nonostante il Sarod sia uno strumento estremamente difficile e impegnativo, soprattutto in un contesto indo-jazz fusion. Ma è una sfida personale stimolante, che mi trova perfettamente in sintonia con il pensiero di Lalitha Muthuswamy, musicista esperta nel repertorio carnatico ma al tempo stesso aperta alle sperimentazioni a 360 gradi (ha suonato con diversi musicisti occidentali, fra cui Guru Legendary Violinist Dr. L. Shenkar – Double violin, Mike Albert of Megadeth fame, Ustad Shahid Parvez, George Brooks, Miguel Chachowski, Carl Rathus, Fazal Qureshi, Pirpauke – Finnish band, Homayoun Sakhi – Rebab (Afganistan), Abbos Kosimov – Doyra (Uzbhekistan), Ricardo Averbach – Conductor Miami State Orchestra, Sameer Chaterji, Boschbela String Orchestra, SA, Tiruvalaputhur T. A. Kaliyamurthy, Tirupungur Muthukumaraswamy, Ronu Majumdar, Tarun Bhattacharya, Mannargudi Vasudevan, Abhijeeth Banerjee, Purbhayan Chaterjee, Quatre Bonne String Orchestra, Mauritius, Jazz Musician Reisa, Gaurav Majumdar, Tenor Boys, ecc.). https://www.facebook.com/pages/TarMusic-Shop-Strumenti-Musicali/165822423514368?ref=ts&fref=ts

Shakti Reloaded: La Danse du Bonheur (R.Misto, sarod; Ed Feldman, tabla)
Shakti Reloaded: Lotus Feet/ Darbari Kanada: R. Misto. sarod; Ed Feldman, tabla

Riccardo Misto & Arnab Chowdhury
STHIRATA su SOUNCLOUD
Traccia di tastiere composta e registrata dal musicista e musicoterapeuta indiano Arnab B. Chowdhury a Pondicherry.
Improvvisazioni al Sarod aggiunte da Riccardo Misto a Padova.
Sthirata in sanscrito significa stabilità, calma, fermezza.
Keyboard track composed and recorded by indian musician and musictherapist Arnab B. Chowdhury in Pondicherry. Sarod improvisation added by Riccardo Misto in Padova (Italy).Sthirata from sanscrit means stability, calm.


Riccardo Misto suona John McLaughlin: sette composizioni al Sarod R Riccardo Misto plays John McLaughlin: seven pieces on Sarod
Il progetto è nato casualmente, guardando un filmato su youtube, dove John McLaughlin suonava Lotus Feet con Paco de Lucia: avevo in mano il sarod e ho provato a suonarci sopra il tema. L’effetto mi pareva buono e così ho cominciato a lavorare per realizzare una base su cui eseguire l’intero brano. L’alternativa consisteva nel partire ex novo con una base personale, oppure formare una nuova versione utilizzando e adattando le tracce già esistenti. Ho scelto questa seconda possibilità, che mi pareva più stimolante e interessante. Ho preso allora degli spezzoni dalla registrazione di Remember Shakti (il CD dove Hariprasad Chaurasia suonava il bansuri). Ho dovuto tagliare e incollare scegliendo i momenti in cui, possibilmente, ci fosse solo una base di tabla e chitarra, duplicarla e creare così una traccia principale, dove ho poi aggiunto una pista di chitarra 12 corde con l’arpeggio del tema. Quindi con il sarod ho eseguito il tema e un’improvvisazione. All'inizio del brano ho inserito la voce di John McLaughlin "I'm dancing at the feet of my Lord- all is bliss-all is bliss" (sto danzando ai piedi del mio Signore-tutto è beatitudine), dal primo CD Shakti del 1975, dove compariva appunto "Lotus Feet".
Il video che ho poi realizzato è composto da immagini "indiane" a me particolarmente care: una serie di Ganesh che suonano diversi strumenti, ricavati dalle foto che ho scattato in casa del mio maestro di sarod Partho Sarothy a Calcutta ; immagini tratte dal mio soggiorno a Puri (Orissa), con foto e filmati del Tempio del Sole a Konark; un filmato di una danzatrice "Odissi" di Bubaneshwar (sempre Orissa);immagini della divinità Jagannatha e di varie celebrazioni religiose. Vi sono poi brevi spezzoni presi da un mio concerto con il gruppo jugalbandi Sapna, qualche immagine di sarod di una pubblicità trovata in un negozio di Calcutta e qualche immagine di McLaughlin presa dall'album Shakti. Tutta l'atmosfera del video è strettamente legata ad aspetti culturali e religiosi dell'india, in considerazione dello spirito che permea il brano Lotus feet.




Visto il buon risultato di questo primo esperimento, ho cercato altri brani di John McLaughlin dove fosse possibile estrapolare delle porzioni di traccia e manipolarle in modo da realizzare una base su cui suonare il sarod. La cosa presentava dei problemi non indifferenti: in primo luogo la tonalità. Essendo il sarod accordato in Do, bisognava trovare delle composizioni che fossero tonalmente compatibili. Molti brani di Shakti, ad esempio, sono in Mi. Questo ha comportato la necessità di trasportare la tonalità in Fa, in modo da renderla più adatta al sarod. Con un processo digitale ho così trasformato la base originale: questo è avvenuto con Peace of mind (dal CD Shakti, “Natural Elements”). Per questo brano ho lasciato integrale la registrazione, limitandomi ad aggiungere uno swaramandal (arpa), un tappeto di chitarra elettrica con molto reverbero,un arpeggio sempre di chitarra, un campanello tibetano e alcuni suoni naturali (cicale e uccelli). Il video ha il sottotitolo sanscrito "Chittavrittiniroda", che significa "soppressione della fluttuazione della mente": per Patanjali questa è la definizione stessa di "Yoga". Le immagini centrali mostrano diverse figure, in atteggiamento meditativo nella classica posizione del loto, sotto un albero secolare, a rapprsentare simbolicamente lo stato di pace mentale che porta all'illuminazione. Con riguardo alla "mente" e al pensiero, vi è anche un riferimento naturale all'aforisma di Gautama Buddha:
"Tutto ciò che siamo è il risultato di quel che abbiamo pensato. Se un uomo parla o agisce con un pensiero malvagio il dolore lo segue. Se un uomo parla o agisce con un pensiero puro, la felicità lo segue, come un'ombra che non lo lascerà mai."
Il trasformarsi e compenetrarsi progressivo delle figure sta poi a simboleggiare la consapevolezza che siamo un tutt'uno e non esiste separazione. Ringrazio tutti i miei colleghi di lavoro che gentilmente hanno acconsentito all'utilizzo della loro immagine.



Per Zakir ho messo assieme tre differenti versioni del brano: come parte introduttiva ho scelto quella con la chitarra di John dal CD “Remember Shakti”,elaborandola in modalità "reverse" e mixandola poi con una porzione della registrazione con Katia Labeque al piano (dal CD "The Mediterranean"/Duos for Guitar & Piano" del 1990). Quindi il brano prosegue con una base di tabla campionate su cui ho registrato una chitarra 12 corde che esegue i due accordi su cui si svolge l’improvvisazione del sarod. Come coda finale ho inserito un’ulteriore versione del tema, presa dal CD “Making Music”, col flauto di Chaurasia, mixata con una porzione della versione per piano. Presentando le varie versioni delle piccole differenze di intonazione, è stato necessario un preciso lavoro di fine tuning digitale per rendere omogeneo il tutto.
Il video che commenta il brano è dedicato principalmente al tablista Zakir Hissain, cui è stato dedicata la composizione: oltre a numerose immagini di repertorio di Zakir con altri musicisti e personalità (fra cui Ravi Shankar, Hariprasad Chaurasia, il Dalai Lama, ecc.) compaiono estratti di video con la pianista Katia Labeque e Mc Laughlin e un saluto finale del gruppo Shakti dopo il concerto eseguito in Italia a Modena nel 2006.



La Danse du Bonheur (dal CD Shakti “A hand full of beauty”) ha presentato gli stessi problemi di trasposizione di tonalità (da Mi a Fa). Per la parte dell’improvvisazione ho creato una nuova struttura con le tabla estratte da una registrazione live inedita di Zakir Hussain con L. Shankar, alla cui fine si riallaccia la base originale, con un finale leggermente modificato grazie alla sovrapposizione di due diverse porzioni, con un thiai ripetuto per le classiche tre volte. Su tutto il brano ho poi aggiunto un bordone di synt e una ritmica con la 12 corde. L’intero brano è stato infine leggermente rallentato, per rendere più agevole l’esecuzione sul sarod. Sempre per motivi di miglior diteggiatura è stata cambiata una nota in un passaggio particolarmente complicato per la struttura del sarod.Le immagini del video sono tratte dal film "Jalsagar" del 1958 (The Music Room, La sala della musica), del regista indiano Satyajit Ray



Meeting of the Spirits (dal CD “The Inner Mountain Flame”) è stato trasportato dalla tonalità originale di Fa# in Sol, sempre per esigenze di diteggiatura sul sarod. Sono state estrapolate e mixate diverse sezioni del brano originale, con l’aggiunta di segmenti suonati “a rovescio”, il più lungo dei quali è presente in tutta la porzione dei due “soli”, conferendo un particolare effetto di tensione e pathos. Sono state poi aggiunte tracce di 12 corde con l’arpeggio base, di sarod per un “ostinato” originalmente suonato dal violino, una registrazione di batteria e diverse piste con effetti ricchi di riverbero ed echi.
Il video che commenta il brano è ispirato al tema di una simbolica seduta spiritica, in cui vengono evocate le figure (passate a miglior vita) più rappresentative del background artistico e culturale di McLaughlin (Jimi Hendrix, John Coltrane, Joseph Zawinul, Wess Montgomery, Ramana Maharshi, Miles Davis). Figure che appartengono anche al mio vissuto personale.



Making Music, brano dall’omonimo CD di Zakir Hussain, è stato elaborato estrapolando una parte iniziale e una finale col tema: si è cambiata la tonalità originale di Mi in Fa, e nel mezzo è stata inserita una traccia campionata di tabla (riadattata nella velocità) per un breve solo di sarod. A tutta la song è stata aggiunta una base di tanpura, estratta da un CD di Shivkumar Sharma, trasportata digitalmente dalla tonalità originale di RE a Fa.Le immagini del video sono state realizzate usando un software per la trasformazione del segnale acustico in modello grafico.




The Wish (dal CD “The Promise” con il sitar di Nishat Khan, le tabla di Zakir Hussain e la batteria di Trolok Gurtu) è stata abbassata di ½ tono portandola così al Do del sarod: per l’intro e il finale ho aggiunto le sonorità delle onde marine prese dal mio brano “Mykonos” (dal CD “Giochi d’acqua” del 1992), molto simili a quelle. Il bordone di fondo è stato realizzato moltiplicando una breve porzione di synt che è stato possibile estrarre dal brano originale, più un campionamento di tanpura sul raga “Yaman”, dal CD “Tribute to Australia” del saroddista Partho Sarothy di Calcutta. Per la sezione del solo è stata creata una traccia con tabla campionate (aumentando la velocità per renderla omogenea col tempo della song) a cui si sovrappongono le tabla suonate e registrate in diretta da un tablista indiano che ha voluto rimanere anonimo.
Il video, ultimo in ordine di realizzazione della serie dedicata al sarod e alle composizioni di John McLaughlin, vede la straordinaria e gentile partecipazione proprio di Partho Sarothy e del suo allievo austriaco Alex Stroganov, miei ospiti durante il breve soggiorno italiano in occasione dei due concerti tenuti a Dueville (VI) e a Padova il 5 e 6 maggio 2008.
La realizzazione del video è stata piuttosto complessa, dal momento che ho dovuto tagliare e montare diverso materiale audio video registrato a casa mia in un giorno di riprese. Ho aggiunto le mie parti di sarod in seguito e il risultato finale mi sembra abbastanza buono.
Ringrazio di cuore Partho Sarothy per aver accettato questo “esperimento” che si discosta dalla tradizionale musica classica indiana, ma che anche lui sente come un interessante modo per costruire un effettivo dialogo e arricchente scambio fra le due culture musicali dell’oriente e dell’occidente. L’augurio è di poter proseguire e perfezionare questa collaborazione: i brevi flash in cui mi si vede suonare la batteria sono in un certo qual modo un’anticipazione di un progetto che, se tutto procederà, potrebbe costituire un interessante e valido sviluppo in tema di integrazione musicale.




Per ogni brano ho infine realizzato un filmato, con immagini e video ispirate alla composizione musicale. A completare il progetto ho poi registrato una breve introduzione per ogni brano, nella forma dell’Alaap classico della musica indiana, basato sulla scala utilizzata e quindi su di un Raga corrispondente. Per ognuno di questi “preludi” ho utilizzato la tonica naturale del mio sarod, in Do. Queste introduzioni saranno pubblicate separatamente in altrettanti video.


REMEMBER MASSIMO: Riccardo Misto suona Massimo Perin

FLOATING SAROD: Music in the clouds



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1 Settembre 2007


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