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New India Company Volume II



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Dopo l’uscita di New India Company nel 1999, Riccardo Misto e Franco Maria Serena hanno pensato alla realizzazione di un seguito, sempre con quell’idea di fusione fra atmosfere orientali e occidentali, che aveva felicemente caratterizzato il primo album. Il materiale è rimasto a lungo nel cassetto, per essere poi finalmente prodotto da Aldo Menti per l’etichetta Emmediesse


Le registrazioni sono iniziate nel 2001 a Padova al “Mishra Studio” con il fonico assistente Mirco Galiazzo, e al progetto hanno collaborato numerosi musicisti, ciascuno apportando una particolare caratteristica timbrica e stilistica, rendendo il prodotto finale particolarmente eterogeneo e sfaccettato, pur con un filo conduttore ben preciso.

Troviamo così il violino e la viola di Alessandro Dalla Vecchia, musicista di tradizione classica occidentale che ha saputo adattare la sua esecuzione ai contesti multietnici delle composizioni, su cui ha sviluppato assoli e temi (Memories of Kabul, Sometimes, Jogg).

Diverso il discorso per Florio Pozza, che ha suonato il didgeridoo nel brano “The Hunter”, fondendosi perfettamente con le sonorità suggestive del rebab afghano e del tamburo a cornice.

Restando in tema etnico, troviamo le tabla di Stefano Grazia, uno dei più brillanti esponenti italiani della scuola percussiva indiana, allievo del grande Shanka Chatterjee e spesso al fianco di importanti musicisti classici indiani: ha accompagnato lo yangqin cinese in Hayat (con il testo cantato in originale turco).

Compaiono poi nella raccolta delle registrazioni che sono state inserite successivamente: “Aura”, che faceva parte della prima incisione del gruppo “Mishra”, dove la traccia master realizzata da Maurizio Contin all’Open Studio di Padova nel 1995 è stata ridigitalizzata e adattata per l’occasione. Nel brano, molto più corto della versione originale, si possono ascoltare i membri originari di “Mishra” lo storico e tuttora attivo ensemble di Riccardo Misto (che in quella improvvisazione di gruppo ha usato la particolare tecnica del canto armonico): Lorenzo Danieletto alla tanpura e swaramandal, Nicola Tuzzato al flauto, Alessandro Salvatori al dilruba e alla veena elettrica, Barbara Zoletto alla voce e tanpura.

Sempre alla tanpura, nel brano di apertura “Wait for Tomorrow”, compare per la prima volta Silvia Refatto.
Due incisioni, Holokolauko e Garden, sono infine un omaggio ad un caro amico e collega prematuramente scomparso, Massimo Perin: si tratta di due brani in cui, ai suoi tappeti sonori elettronici e digitali è stato affiancato l’acustico e naturale suono del sarod, il suggestivo liuto indiano, in un interessante esperimento di fusione e dialogo fra culture musicali diverse e lontane fra loro.

Anche in questo lavoro, come nel precedente, il polistrumentista Riccardo Misto ha suonato numerosi strumenti della tradizione musicale extraeuropea: sitar, sarod, rebab, yangqin, tabla, tanpura, swaramandal, overtones singing, oltre alle chitarre, al basso elettrico, le tastiere e le percussioni.
Franco Maria Serena ha usato la voce plasmandola con particolari accenti e sfumature ricche di fascino, conferendo ai brani una originale ricchezza espressiva.

New India Company vol. 2 è stato registrato al “Mishra Studio” di Padova (Italy) nel 2001 da Riccardo Misto – fonico assistente: Mirco Galiazzo – Mixaggio: R.Misto e F.M.Serena



TRACK LIST

1 Wait for tomorrow (3.59)
2 Memories of Kabul (5.00)
3 Jogg (5.21)
4 Holokolauko (2.46)
5 Hayat (6.35)
6 Sometimes (6.20)
7 The hunter (3.20)
8 Saroda (3.53)
9 Garden (3.59)
10 Aura (5.45)